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La pietra di Trani, approfondimenti

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La pietra di Trani e’ una pietra calcarea di origine sedimentaria chimica, solitamente e’ stratificata in banchi di spessore variabile tra i 30 e i 500 cm., il cui orientamento e’ nella maggior parte dei casi diretto lungo una linea est-ovest, inclinati verso sud dai 5° ai 20°.

E’ una risorsa fondamentale per l’economia Italiana, le sue cave si trovano in Puglia, nell’area della Murgia, nel territorio compreso tra la città di Trani e Ruvo di Puglia. La zona di estrazione della pietra di Trani costituisce il primo polo estrattivo del meridione italiano ed il secondo bacino nazionale dopo quello di Carrara. La produzione della pietra di Trani infatti, copre il 90% della produzione regionale ed il 20% di quella nazionale.

Le varieta’ estratte sono:

 

Serpeggiante Classico

Filettato

Filetto Rosso

Biancone

Perlatino

Bronzetto

Fiorito


Una volta estratta, la pietra raggiunge innumerevoli laboratori in Italia e nel mondo per essere lavorata.

Questo materiale e’ molto apprezzato, dato che accurate analisi di laboratorio hanno dimostrato che le caratteristiche di resistenza e durata lo pongono ai livelli piu’ elevati del settore. E’ un materiale con tonalita’ oscillanti tra il beige, l’avorio e il rosato (a seconda della varieta’) con frequenti venature il piu’ delle volte sottili e sinuose, che ne caratterizzano la superficie.

La produzione di cava si articola in blocchi di pietra, con una misura massima 315 cm. di lunghezza, 170 cm. di larghezza ed una altezza che varia in funzione della falda. Le falde possono avere una misura che varia da 50 cm. fino a 400 cm., sono solitamente separate tra di loro da un leggero strato di argilla che ha rappresentato in passate ere geologiche sedimentazioni in bassi fondali marini.

Per poter esportare i blocchi di pietra ci sono diverse tecniche, tra le quali perforarle con numerosi fori per poter usare dell’esplosivo, comunemente detonate; oppure, tagliarle con l’ausilio di apposite seghe tagliatrici.una volta fatto questo, vengono sganciate con apposite pale meccaniche. vengono poi ritagliate per farle assumere una forma di parallelepipedo.

L’impiego della pietra di Trani per molteplici usi e’ consentito dalle sue particolari caratteristiche tecnologiche. largamente adoperata nei secoli, trova oggi vasta applicazione in ogni tipo di costruzioni civili e in architettura. E’ particolarmente adoperata, ben lucidata, martellinata o allo stato grezzo, per colonne, capitelli, zoccolature, stipiti, mensole, davanzali, balaustre, pavimenti scalini, basolati e bolognini, moli, coronamenti.

Opere di rilevante pregio artistico sono state costruite ed ornate con la pietra di Trani, tipico esempio ne sono le cattedrali di Trani, Barletta, Bari, Bitonto, le chiesette minori ed i castelli (Castel del Monte - Corato) e parte degli edifici piu’ importanti di queste localita’. I marmi tranesi furono impiegati anche per costruire i moli le banchine, i bacini e le altre costruzioni del porto di Malta, di Alessandria d’Egitto e di porto Said. Anche in diversi porti italiani e’ stata adoperata questa pietra, come nella trasformazione dei porti di Taranto Brindisi e Bari.

Nell’ultimo trentennio la pietra di Trani ha cominciato ad imporsi sul mercato nazionale e soprattutto centro-meridionale. A Bari la pietra di Trani riveste il palazzo dell’acquedotto pugliese, il palazzo della provincia, la caserma dei carabinieri e gran parte dei recenti edifici di civile abitazione; a Napoli il palazzo delle poste, la stazione marittima ed il salone della corte d’appello.

 

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